Come evitare di “pagare una utilitaria quanto un’auto di lusso” nel campo delle riabilitazioni totali della bocca.

Saluti a tutti dal Dottor Palmas, fondatore del più grande Policlinico europeo specializzato in implantologia riabilitativa totale complessa e maxillofacciale: Sos Turismo Dentale in Moldavia.

Qualche tempo fa, parlando con un paziente (che per ovvi motivi di privacy chiameremo Marco) mi sono sentito dire questa frase qui: “Io sono un meccanico e gestisco la mia officina e anche se tu sei dentista e ti occupi di implantologia, sempre di viti e bulloni si tratta”.

Beh, lì per lì l’analogia mi è sembrata un po’ fuori luogo e poco opportuna, ma pensandoci bene mi sono reso conto che in fondo Marco, questo meccanico venuto a curarsi nel mio policlinico, aveva ragione.

In questo articolo voglio parlare proprio di questo. Delle similitudini che ci sono tra il mondo dell’automobile e quello dell’implantologia, e di quello che si può imparare confrontando i due mondi.

Riflettendo sulla frase di Marco mi sono in realtà reso conto che le analogie tra il mondo dell’automobilismo e quello dell’implantologia sono molte.

Ci tengo ovviamente a specificare che non sono analogie che calzano sempre a pennello e al 100%, perché i due mondi non si potranno mai paragonare con precisione assoluta.

“Ma Dr. Palmas se questi due settori non si possono paragonare con precisione allora qual’è il senso di questo articolo, come può essermi utile?”

Te lo spiego immediatamente.

Questi paragoni hanno comunque una funzione molto molto utile: rendono più semplice la comprensione del mondo dell’implantologia ai non addetti ai lavori.

Sono delle metafore che facilitano la comprensione di argomenti molto complessi usando come esempi argomenti più conosciuti.

In parole povere si usa come metro di paragone un mondo decisamente più conosciuto, quello dell’automobilismo.

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sai che l’implantologia è una materia molto complessa.

E’ normale per te e per tutti quelli che si approcciano a questo mondo da fuori ritrovarsi spaesati e non avere un’idea chiara delle differenze tra i vari tipi di interventi che fanno parte di questa disciplina.

Questo ovviamente è un grosso problema, perché se non si capisce bene un argomento è molto più facile fare errori e scelte sbagliate in merito.

In che modo quindi le similitudini con il mondo dell’automobile ti possono essere utili?

Possono esserti utili perché ti consentono di avere un’infarinatura di base sui concetti fondamentali dell’implantologia, in modo che tu possa orientarti in modo più semplice nella scelta delle tue cure.

E’ chiaro… così come la persona media non conosce il settore dell’automobile bene quanto un meccanico in officina, allo stesso modo non è grazie a questo articolo che arriverai allo stesso livello di conoscenza dell’argomento che ha un dentista.

Sono però pronto a scommettere che se qualcuno dovesse mai chiederti cosa c’è di diverso tra una panda, una mercedes e una ferrari, tu quasi istintivamente sapresti indicare almeno le due o tre differenze chiave.

L’obiettivo di questo articolo è quello di darti uno “strumento” più chiaro per capire ed orientarti al meglio tra le differenze che presentano i tre tipi di intervento più comuni, il lavoro su 4, 6 e 8 impianti dentali.

Allo stesso modo in cui tu hai chiare le principali differenze tra un’automobile utilitaria, una berlina e una supersportiva – è importante che tu conosca quasi istintivamente anche le differenze tra i tre principali tipi di intervento di implantologia dentale, di modo che la tua scelta delle cure dentali più adatte al tuo caso sia una scelta informata e consapevole.

Questo perché tu possa evitare così il dispendio inutile di tempo e denaro, e soprattutto evitare che la tua salute dentale rimanga nella stessa condizione o addirittura peggiori per colpa di un’intervento sbagliato.

Per entrare nel merito della questione ti cito tre categorie di automobile che sicuramente conoscerai:

1) L’utilitaria

2) La berlina

3) La supercar

Ovviamente immagino che tu conosca le principali differenze tra queste varie categorie di auto – ma voglio per sicurezza descriverle brevemente per fare in modo così che siamo entrambi sulla stessa lunghezza d’onda e che quindi ciò di cui ti parlerò di seguito abbia un senso.

Cos’è un utilitaria?

L’utilitaria è una piccola automobile, di cilindrata in genere non superiore ai 1000 centimetri cubi, economica sia nel prezzo d’acquisto sia nel consumo.

Cos’è una berlina?

Una berlina è generalmente un’automobile sicuramente più costosa di una utilitaria, ma che offre anche una maggiore resa in termini di comfort e prestazioni, oltre che di qualità costruttiva. Ad esempio sono famose le berline prodotte da case tedesche come Audi, BMW e Mercedes.

Cos’è invece una supercar?

Una supercar è una macchina sportiva, dalle grandi prestazioni, di lusso o gran turismo. Ovviamente il costo non è lo stesso della berlina o dell’utilitaria, e le prestazioni sono decisamente superiori sia in termini di estetica e design che in termini meccanici – ovvero velocità ed agilità.

Allo stesso modo ci sono delle “categorie” anche per quanto riguarda le riabilitazioni totali della bocca (ovvero quei trattamenti che prevedono la riabilitazione completa di entrambe le arcate).

Ogni persona è diversa, con bisogni e desideri differenti, ma anche possibilità differenti e così come per le auto, allo stesso modo anche per le riabilitazioni totali della bocca ci sono soluzioni differenti per venire in contro a ogni caso specifico.

Sicuramente avrai già sentito parlare di riabilitazioni totali della bocca su 4, 6 oppure su 8 impianti dentali, così come tutti i pazienti che si rivolgono al mio policlinico per le loro cure dentali.

Riabilitazioni che sono più spesso conosciute come All-On-4; All-On-6; e All-On-8.

Nel concreto però quello di cui mi accorgo quando parlo coi pazienti qui presso il mio policlinico SOS Turismo Dentale in Moldavia, è che anche se tutti hanno sentito parlare di queste riabilitazioni che tanto si pubblicizzano, nessuno capisce veramente la differenza tra le tre.

Una frase terribile che molto spesso sento dire da pazienti che stanno valutando di curarsi la bocca è:

“Dr. Palmas ma secondo me già 4 impianti bastano per sorreggere un’arcata dentale”

E’ una frase che io definisco terribile perché fa capire veramente quanto veramente le pubblicità e le informazioni false confondono le persone piuttosto che aiutarle.

E’ risaputo che generalmente si possono usare 4, 6 oppure 8 impianti dentali sui quali poi si va ad avvitare un’arcata dentale, ma non si conosce quasi mai in termini pratici qual’è la differenza tra queste tre riabilitazioni totali della bocca.

E questo è un problema enorme, perché l’esperienza di centinaia e centinaia di casi qui al mio policlinico ci insegna ad esempio che, usare solo 4 impianti dentali per supportare un’arcata completa molto spesso porta a svariati problemi già sul breve periodo.

Questo tipo particolare di riabilitazione totale della bocca è sufficiente solo se si è disposti a scendere a compromessi.

ARCATA SU 4 IMPIANTI DENTALI

L’immagine che voglio che ti venga in mente quando pensi all’All-On-4, è quella di una utilitaria.

L’utilitaria è un tipo di automobile che costa poco e di conseguenza offre poco.

In genere va bene per piccoli tragitti cittadini, e solitamente non è dotata di interni molto confortevoli ne di una carrozzeria particolarmente bella da vedere.

Quali sono le similitudini tra una protesi dentale su 4 impianti, ovvero l’All-On-4, e una utilitaria?



Funzionalità: questo tipo di protesi va bene solo per masticare cibi morbidi e che non stressano troppo i vari componenti.

Con una protesi del genere infatti ci si può scordare tutto ciò che è duro e/o croccante. Il rischio altrimenti è quello di spezzarla o sollecitare troppo gli impianti, rischiandone la rottura oppure rischiando la perimplantite (che essenzialmente è una infiammazione o infezione che porta alla perdita degli impianti).

Gli impianti in una protesi dentale hanno da un certo punto di vista la stessa funzione delle ruote in una macchina. Servono al suo supporto e ovviamente a farla muovere.

Dato che sono solo 4 impianti, come nel caso delle ruote di una macchina, se per qualunque motivo (ad esempio per la perimplantite) se ne perde uno allora automaticamente questa protesi dentale avrà bisogno dell’aggiunta di un nuovo impianto (nel migliore dei casi), oppure dovrà essere sostituita e progettata da capo (nel peggiore dei casi).

Inoltre dato il numero appena sufficiente di impianti dentali, la protesi che ci si monta sopra può AL MASSIMO essere di 12 denti, quindi meno denti di quelli che noi naturalmente abbiamo.

Significa che con una protesi del genere bisogna stare attenti non solo a cosa si mastica e a non masticare troppo forte, ma bisogna anche masticare più a lungo e “con più impegno e sforzo” proprio perché la superficie di masticazione è inferiore.

 

Estetica: Il materiale più comunemente usato per questo tipo di protesi è la resina. Oltre ad essere un materiale molto debole e che difficilmente resiste a sollecitazioni elevate, la resina è anche decisamente poco performante dal punto di vista estetico.

Praticamente in nessun caso la protesi su 4 impianti dentali può essere modificata e prodotta con materiali migliori (come la ceramica – lo zirconio – o il PEKKTON) perché tutti questi materiali hanno dei requisiti estremamente specifici per poter essere utilizzati in sicurezza.

 

Costo:  Una riabilitazione totale di un’arcata su 4 impianti dal punto di vista economico è quella che costa di meno sul mercato. Tuttavia proprio come una utilitaria, offre solamente il minimo essenziale a chi decide di scegliere questa soluzione.

 

Che altre soluzioni ci sono disponibili quindi, per coloro che hanno bisogno di una solidità e un’estetica migliori?

Quella che prevede di sorreggere l’arcata non con 4, ma con 6 impianti dentali. Ovvero il famoso All-On-6.

ARCATA SU 6 IMPIANTI DENTALI

E’ l’equivalente di una berlina nel mondo dell’automobile. Quando pensi a questa riabilitazione totale della bocca, è opportuno paragonarla ad esempio a una Mercedes o una BMW.

Si tratta sicuramente di un miglioramento rispetto ai soli 4 impianti dentali, per i seguenti motivi.

 

Funzionalità: Una protesi dentale su 6 impianti conferisce già a chi la usa una maggiore sicurezza e tranquillità rispetto ad una su 4 impianti dentali.

Si possono iniziare a masticare cibi leggermente più duri, ma resta sempre fermo il fatto che bisogna a prescindere fare molta attenzione soprattutto nei primi mesi dopo l’intervento quando si ha ancora bisogno di capire come si comporta la protesi sotto sforzo.

Il numero di denti della protesi inoltre sarà sempre uguale a 12, come nel caso di un’arcata su 4 impianti dentali.

 

Estetica: Esattamente come nel caso di una berlina, l’estetica può sicuramente migliorare se la protesi è basata su 6 impianti dentali piuttosto che 4. Ci sono, a livello pratico, più opzioni e c’è più spazio di manovra.

 

Costo: Il costo di una protesi su 6 impianti dentali è leggermente superiore rispetto a quella su soli 4 impianti, ed è dovuto prettamente alla presenza di due impianti in più per arcata.

 

Ovviamente, come descritto sopra, assieme al costo aumentano anche l’estetica e la funzionalità, oltre che ovviamente la solidità e la stabilità del lavoro.

ARCATA SU 8 IMPIANTI DENTALI

Un’arcata che poggia su 8 impianti dentali, è il non plus ultra dell’odontoiatria.

Esattamente come una supercar, ad esempio una Ferrari o una Lamborghini, anche questa protesi offre prestazioni (sia estetiche che meccaniche) di gran lunga superiori.

 

Funzionalità: Con 8 impianti dentali, sebbene alcune volte sia richiesto un innesto di seno mascellare, la solidità della protesi dentale è di gran lunga superiore a qualunque altro tipo di soluzione.

Si ottiene non solo una sicurezza maggiore durante la masticazione, ma anche ben due molari aggiuntivi per arcata (passando da una protesi di 12 denti ad una di 14 denti).

Questo comporta una facilità ancora superiore nel masticare e quindi anche nel digerire i cibi in maniera ottimale.

 

Estetica: Come sicuramente immagini anche a livello estetico, avere una protesi che poggia su 8 impianti dentali permette di poter giostrare in modo molto più libero il materiale della protesi stessa, che potrà essere di una linea superiore, ad esempio utilizzando un materiale leggero e biomimetico come il PEKKTON.

 

Costo: Per il costo di questa riabilitazione dentale, in realtà c’è una “piccolo” vantaggio in più.

Nel mondo dell’automobilismo infatti, la differenza di costo di una supercar (ad esempio Ferrari) rispetto a una berlina (ad esempio Mercedes-Benz) può essere anche di 10 volte tanto.

Vuol dire che se per una Mercedes si spende venti o trentamila euro, per una Ferrari si spende tranquillamente anche trecentomila euro.

Nel mondo dell’odontoiatria invece, la differenza di costo tra un’arcata su 6 impianti dentali ed una su 8 impianti dentali è nella maggioranza dei casi neanche del 30% in più.

Vuol dire che se ad esempio per un’arcata su 6 impianti dentali si spende 3000 Euro, per una arcata su 8 impianti dentali se ne spenderanno poco meno di 4000.

Quindi solamente un terzo del costo in più, piuttosto che 10 volte tanto come nel caso della differenza tra una berlina e una supercar.  

IL PROCESSO CORRETTO PER RIABILITARE UNA BOCCA

Abbiamo visto in che modo, nel concreto, i vari tipo di riabilitazione sono differenti l’una dall’altra.

E’ importante dire però anche che c’è un modo preciso di riabilitare una bocca malata.

La maggioranza dei pazienti attraversa prima degli stadi intermedi come vedi nella foto qui di seguito.

L’immagine rappresenta la linea temporale dei vari stadi che attraversa una persona prima di dover riabilitare completamente la bocca con una protesi su impianti.

La prima fase è quella dove la gengivite, man mano peggiora e diventa piorrea, di tipo moderato inizialmente, per poi trasformarsi in piorrea grave (conosciuta anche con il nome di parodontite).

Una volta raggiunta questa fase grave della malattia, le gengive iniziano a ritrarsi, lasciando scoperte e senza sostegno le radici dei denti.

I denti a quel punto, deboli e malati, e con poco sostegno, iniziano a dondolare e muoversi – ed in generale sono poco stabili. In questa fase il rischio è quello di non poter mangiare liberamente per paura che uno o più denti cadano.

Inevitabilmente si arriverà al punto in cui i denti cadranno o saranno estratti, dato che quando sono in questa fase i denti NON si possono salvare purtroppo.

La gengiva a questo punto, rimasta scoperta e senza denti, inizia piano piano a perdere di volume per via dello stress eccessivo e del continuo sfregamento portato dalla masticazione diretta oppure dalla masticazione con l’ausilio di una dentiera mobile, che a sua volta sfrega e consuma la gengiva.

E’ importante che tu sappia che la maniera corretta di riabilitare una bocca è fare esattamente il percorso inverso di questa linea temporale, ovvero percorrerla a ritroso per ottenere il risultato più solido e duraturo possibile.

Come io dico sempre, madre natura ci ha messo anni ed anni per creare la nostra dentatura, e ha seguito vari step.

Nei primi mesi di vita si sono formati i denti da latte, che poi piano piano sono venuti fuori.

Dopo ANNI questi denti da latte hanno iniziato, uno ad uno, a cadere, lasciano spazio ai denti adulti che nel frattempo sono cresciuti all’interno della gengiva.

E solo dopo parecchi altri anni la dentatura da latte è stata sostituita completamente da quella adulta.

Se perfino madre natura quindi si è presa tutto il tempo e ha seguito i giusti passi per raggiungere un obiettivo, allora a maggior ragione anche noi, che non abbiamo a disposizione una “tecnologia” così sofisticata come quella di madre natura, dobbiamo seguire i passi giusti e prenderci il tempo necessario per riabilitare una bocca.

Ripercorrere la linea temporale della malattia all’indietro significa seguire a ritroso i vari step, ricostruendo quello che in precedenza si è rotto o ha smesso di funzionare a dovere.

Saltare o ripercorrere questi passi nell’ordine sbagliato, significa in parole povere aumentare il rischio che la riabilitazione dia problemi in futuro o che addirittura fallisca.

Il primo step quindi, come vedi dell’immagine, è quello di ricostruire l’osso perso.

Ogni volta che è possibile, l’osso della gengiva andrebbe ricostruito, non farlo come dicevo sopra significa saltare uno step fondamentale e quindi significa prendersi un maggiore rischio che si verifichino problemi in futuro.

Questo si può fare tramite diverse tecniche, ed è importante ricostruirlo perché solo così gli impianti potranno avere la giusta dimensione, posizione e distribuzione per poter sorreggere la dentatura in maniera ottimale.

Una volta ricostruito l’osso perduto, il prossimo passo, ripercorrendo la linea temporale all’indietro è quello di “rimettere” al loro posto le radici perse.

Ovviamente questo si fa tramite gli impianti dentali, che altro non sono che “radici dentali artificiali”. Quante radici si devono rimettere?

Quante più possibili, laddove possibile!

Nei casi dove la gengiva ce lo consente, è bene avvicinarsi il più possibile al numero di radici che si aveva in precedenza. Purtroppo non si possono mai mettere tanti impianti dentali quante erano le radici dentali in origine, perché si indebolirebbe la gengiva.

Quindi, per un lavoro ottimale, l’ideale è appunto avvicinarsi il più possibile al numero di radici originale. Il più possibile, per essere specifici, significa 8.

8 Impianti dentali, che vanno ad imitare 8 radici naturali, per sostenere la protesi totale avvitata.

Come sopra, anche qui scendere a compromessi per quanto riguarda il numero di impianti dentali, mettendone meno di quanti sarebbe possibile metterne (ad esempio 6 oppure peggio ancora 4), significa compromettere la sicurezza e la durata potenziale della riabilitazione.

A questo punto si arriva al terzo step.

Qui si tratta semplicemente di mantenere pulita e ben mantenuta la bocca, per evitare che il ciclo ricominci da capo e che la malattia ritorni a colpire facendo perdere anche le riacquisite “radici artificiali”, ovvero gli impianti dentali.

E anche qui ovviamente bisogna evitare assolutamente di scendere a compromessi per quanto riguarda la manutenzione.

Vanno seguite le istruzioni date dal chirurgo per la pulizia della protesi, e vanno effettuati regolarmente tutti i controlli e le visite del caso, per evitare che insorgano spiacevoli problemi.

E’ bene sottolineare che purtroppo come avrai capito, una protesi dentale NON sarà mai uguale ai denti che ci ha dato la natura, e proprio per questo in realtà i suoi limiti di sopportazione delle sollecitazioni e dello stress meccanico e batterico NON sono assolutamente gli stessi dei denti naturali.

E’ bene quindi prendersi cura con estrema attenzione della propria bocca una volta terminato il percorso di cure, per evitare e prolungare IL PIU’ POSSIBILE la durata del lavoro.

CONCLUSIONE

Anche se questo non è certamente un articolo tecnico o che entra molto in dettaglio (ne ho già scritti un paio più tecnici e specifici riguardo i tipi di riabilitazione esistenti), quello che veramente ci tengo che ti rimanga impresso, è la differenza concreta tra un tipo e l’altro di riabilitazione totale di un’arcata.

Voglio che quando ti viene proposta una protesi fissa su 4, 6 oppure 8 impianti dentali, tu automaticamente riesca a capire esattamente se ti stanno proponendo l’equivalente di una Fiat, di una BMW oppure di una Ferrari.

Voglio anche che conosca i fondamenti di quello che è il giusto percorso da seguire per riabilitare una bocca, percorrendo la linea temporale della malattia a ritroso, sistemando e curando ciò che in precedenza si è ammalato, una cosa alla volta.

Tutto questo ovviamente a prescindere da quale clinica sceglierai per le tue cure dentali, che sia la mia oppure qualunque altra al mondo.

Se, arrivato a questo punto, c’è ancora qualcosa che ti è poco chiaro oppure magari se ti è sorto qualche nuovo dubbio che prima non avevi, allora non esitare assolutamente a contattarci.

Clicca qui ed inserisci i dati richiesti per ricevere una valutazione gratutita e completa effettuata direttamente da me, che potrà vagliare esattamente quali sono i problemi e le soluzioni del tuo caso.

Non attendere oltre, non dare modo alla malattia di avanzare.

 

Ti aspetto! Un abbraccio dal Dr. Palmas, Ayò!

 

 

 

 

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